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GENESI DELLA QUINTA ESSENZA (2004)

"Nuove rivelazioni dal Giardino dei Figli di Dio"


CAPITOLO PRIMO

All' inizio il Caos permeava gli elementi ed essi non avevano ancora assunto la forma secondo l' espressione della propria natura, simile ma diametrale opposta e perciò differente.
Il giorno in cui la Quintessenza pulsò all' interno del Tempio del cuore di Dio, la materia informe vibrò, nell' oscillazione estatica dei suoi componenti, sotto l' azione dinamica dell' energia scossa dall' apparente stato di inerzia, in cui riposava, in assoluto silenzio...
La parola di Dio, come un soffio ispirato, permeò il vuoto nel diapason delle sue eterne frequenze, risvegliando dal sonno eserciti di molecole pulsanti, immediatamente attratte dalla luminosa sorgente di tale sonora manifestazione.

Esprimere o comprimere la natura del Tempo

Ogni parola espressa nello spazio produsse la compressione antitetica del Tempo, che in una spiraliforme involuzione sinistrorsa, precipitò nel buio dell' Abisso, nel vortice creato dall' antimateria stessa, rimossa dalla sua posizione di inerzia assoluta, nella quale era imprigionata la vera espressione della sua forma.
Liberata dall' involucro materiale, rivestita nella nudità della sua verginale preattesa,
La Luce penetrò tra le fessure atomiche, negli interspazi molecolari tra le cellule, in una fitta rete di segmenti e circuiti in grado di circoscrivere ogni elemento di nutrimenti biochimici "simili" ma assolutamente diversi tra loro, benchè complementari.
Fu così che Egli differenziò la natura del principio di
"Somiglianza" da quello di "Uguaglianza" quando pose nel cuore dell' Uomo, il rispetto per il suo Creatore.
Egli impresse la Quintessenza in ogni struttura molecolare semplice o complessa, nel minimo o nel massimo di ogni possibile espansione, fino al limite dell campo d' azione dell' assoluto relativo, ovvero alla cortina che segna il confine di ogni Causa ed Effetto.
Prodotto l' effetto Tempo e la sua conseguente precipitazione, la Luce intraprese la direzione opposta, nello sfuggire al buco nero della dissoluzione di tutte le forme e raggiungere la sorgente della vibrazione sonora più "simile" alla sua stessa natura oscillatorio-pulsante.
Fu così che Dio separò le Tenebre dalla Luce e ogni livello della termofusione calda o fredda di ogni sostanza.
Egli chiamò la Luce giorno e le Tenebre notte e pose il suo giudizio tra le opere manifeste o nascoste di ogni essere vivente.
Dal parto della Luce nacque la Verità e dalle Tenebre occulte sorse l' inganno.
Così Dio iniziò a mettere in ordine le forme epressive dell' Universo, quando lo scosse dal Caos informe.
La Verità fu manifesta nelle parole che illuminarono l' ascesa verso la fonte della Vita
.
L' inganno di chi tacendo, incupì lo spirito, fu avvolto nella spirale della morte, come il tempo che assorbì disperatamente sè stesso, nel tentativo di sopravvivere alla sua fine...

CAPITOLO SECONDO

Dopo la Luce, Dio pose un limite territoriale tra gli universi superiori, governati da ritmi biologici eterni, e quelli inferiori, governati da ritmi biologici mortali, differenziando così, per somiglianza, i mondi paralleli e i loro abitanti.
Impostò il Firmamento, riflettendo in esso la Quintessenza, che duplicò sè stessa creando :

1) Le stelle Pulsar,
2) le stelle Quasar,
3) le Comete,
4) i Pianeti,
5) i Buchi neri.

Dallo stato di inerzia, la Materia subì una contrazione, che ne velocizzò la dilatazione espansa, in pulsazione vibrazionale.
In tale modo Dio portò a creazione :

1) l' energia nucleare debole,
2) la forza di gravità,
3) l'energia nucleare forte,
4) l' attrazione magnetica,
5) l' oscillazione di frequenza pulsante.

Separò le Acque di sopra da quelle di sotto, ovvero i Reami destinati ai figli di gloria da quelli destinati ai figli più umili, aprendo la Porta d' ingresso dalla Vita alla Morte e viceversa, secondo l' orientamento spontaneo e naturale di ogni essere.
Mise a disposizione un intero campo unificato interagente con sè stesso attraverso operazioni matematiche complesse, 1) unendo, 2) separando, 3) riducendo, 4) moltiplicando e infine 5) elevando a potenza, gli elementi base, costituenti la quintuplice natura 1) liquida, 2) solida, 3) plasmatico-termica, 4) gassosa e 5) luminosa della creazione.
Fu così che la memoria genetica di ogni elemento emerse alla luce, assumendo le 5 forme semplificate di acqua, terra, fuoco, aria ed etere a somiglianza dei 5 elementi più complessi, quali il Tempo, la Materia, l' Energia, lo Spazio e lo Spirito...
Furono così fecondati gli interspazi germinativi dei 5 Regni (minerale, vegetale, animale, sensoriale e spirituale) e in ogni elemento iniziò a brulicare la Vita, secondo il Regno di appartenenza.
Nell' Aria i volatili, sulla Terra i quadrupedi, nell' Acqua i pesci, nel Fuoco gli uomini, nello Spirito gli spiriti...

CAPITOLO TERZO

Dio fece l' uomo a sua immagine e somiglianza, secondo il più elevato concetto che il Diritto permette : il senso di Riconoscenza.
Non volle affatto sottoporre l' uomo alla avvilente schiavitù dell' ignoranza, che, nel pretendere l' uguaglianza, nullifica e qualunquizza il valore della "diversità" ovvero della differenza, che la somiglianza permette.
Il rispetto per l' evoluzione della personalità, nella sua indipendenza creativa, offrì all' uomo la più straordinaria possibilità di sopravvivere all' inerzia del Tempo e alla morte ma fu introdotto un valore arbitrario apparentemente giusto ma non buono per l' evoluzione.
La presunzione di uguaglianza, ovvero di identificazione assoluta con il Creatore, fece precipitare il Creato e i suoi abitanti nel più ingannevole e avido scopo di sopravvivenza: divenire uguali a Dio, perdendo l' identità personale e le caratteristiche innate.
Orgoglioso della propria divinità presunta l' uomo sottrasse, in tal modo, il potere al saggio genitore, che avrebbe desiderato essere un esempio di ammirazione riconoscente, per la realizzazione di un Regno d' amore e giustizia.
Uguale per tutti divenne, a tal punto, solo la morte, senza alcuna differenza per la drastica Legge di Giustizia che conseguì a tale aberrata insinuazione.

UGUAGLIANZA - SOMIGLIANZA
(quale differenza ?)

E Dio disse : "facciamo l' uomo a nostra somiglianza... maschio e femmina li creò a sua immagine e somiglianza".
E il serpente disse : "non morirete affatto divorando il frutto, perchè Dio che lo ha vietato, sa che, mangiandolo, davvero diventereste uguali a Lui".. - Genesi.
Il principio di somiglianza non corrisponde a quello di uguaglianza.
L' aspetto simile ma diametrale opposto dei termini, fu la causa dell' enorme confusione che permeò la natura umana, in dubbio sull' origine divina o demoniaca del Dovere e del Diritto.
La struttura monarchica non riuscì a uniformare i popoli in un' ammirazione positiva per la natura "nobile" dell' uomo, perchè non fornì alcun modello spiritual-liberalista, degno di servizio altruista, ma si attribuì addirittura una discendenza divina, per giustificare la propria ingordigia materiale.
Anche il movimento social-comunista o democratico, nella pretesa di promuovere l' uguaglianza, privo di un modello elevato di somiglianza, ingannò ogni essere vivente, sottoponendolo alla schiavitù dello Stato, divenuto il soggetto di ogni intenzione e riferimento.
Lo scopo del Serpente, di sottoporre l' uomo al potere dell' invidia e dell' avidità, fu completamente raggiunto, nell' anteporre all' ammirazione per Dio
(principio di somiglianza), l' ipocrita principio di uguaglianza, che annichilendo la differenza, condusse l' uomo alla morte spirituale, privandolo delle caratteristiche individuali della personalità.
"Tutto uguale" significa non differente e perciò indistiguibile... un bel problema !
La differenza conta, privi di questa capacità discriminante gli uomini sono divenuti soppressivi e qualunquisti oltre che pericolosamente disfattisti. Basti pensare alle guerre condotte per l' uguaglianza che hanno decapitato intere dinastie, nel tentativo di appropriarsi degli averi necessari alla sopravvivenza di classi sociali affamate di pane e Giustizia, ma prive di amore e Grazia divina.
L' angoscia di sopravvivere o a tutti i costi e di equiparare le classi sociali nell' uguaglianza, ha prodotto l' aumento dell' illegalità e della violenza, che sorge dall' avidità di possedere i beni altrui, piuttosto che conseguire le caratteristiche spirituali e mentali, che onorano il modello di ispirazione divina, del nostro Genitore eterno.
Lo Stato si è sostituito a Dio, è l' unico beneficiario del frutto del lavoro altrui e penalizza i suoi servi, con tasse usuraie e illegittime.
Lo Stato non fu il Padre benevolo e liberale che ci generò alla vita, ma piuttosto l' esecutore giustizialista che impose l' obbligo di pagare il prezzo, per ogni Diritto acquisibile.
Ma Dio ci creò nella libertà arbitrale e nella sfera della riconoscenza innata, predisponendo le qualità umane a riconoscere le prerogative divine.
I figli di questo sistema di cose, come disse Gesù, avrebbero disonorato i padri e le madri e si sarebbero ribellati al modello divino, privi di questa capacità differenziante.
Il rapporto d' amore fu garantito dalla somiglianza e non dall' uguaglianza, tra padre e figlio, perchè il modello positivo del genitore fosse fondamentale allo sviluppo di una sana e rispettosa personalità filiale.
Nel
principio del Libero Arbitrio, Dio dimostrò la natura superiore del suo amore, che nell' evoluzione della personalità, secondo un modello di somiglianza positiva,avrebbe permesso il progresso liberale delle sue creature.
Non può dirsi lo stesso, rispetto alla pretesa uguaglianza con Dio, che penalizzò la natura individuale dell' uomo,"identificato" nel Creatore e perciò privo della propria personalità discriminante.
In effetti l' ignoranza fu il risultato dell' irriconoscente presunzione, che distorse il termine somiglianza con uguaglianza.
La riconoscenza perduta non fu più riacquistata da alcun uomo, ad eccezione del Messia, che introdusse, nella legge dell' Amore,
la considerazione per i diritti dei diversi e delle differenti ottiche che qualificano il pensiero positivo, di chi, privo di falso orgoglio, invidia e avidità, segua il modello divino, come esempio di onorevole rispetto.
In ultima analisi non sarebbe difficile concludere, che lo Stato politico sia servo di quello stesso Serpente, che ingannò l' essere umano, nato come figlio di Dio e precipitato a schiavo dell' Avversario, per la presunzione di irriconoscente uguaglianza, che ne mutò le intenzioni del cuore.
Ammirazione non è invidia !
Protezione non è possesso !
Altruismo non è avidità !
Diritto non è Dovere !
Somiglianza non è uguaglianza... c'è una bella differenza, come tra la Vita e la Morte.
Solo il Messia interpretò, nella propria unzione sacerdotale, lo stesso Spirito del Padre, identificandosi nel seme divino che, producendo il frutto dell' Amore, ovvero la Riconoscenza, permise di sperimentare la differenza dall' uguaglianza, che nascendo dal nefasto spirito di ingratitudine, inabissò l' uomo nella sua aberrata tendenza di "sentirsi uguale a Dio", rinnegando il suo Creatore e la propria genesi, in questa identificazione mortale.

La sfera dell' uomo precipitato, si configurò nell' Assoluto relativo... quella di Dio rimase esclusa dalla nostra partecipazione Eterna, fino a quando il Messia non riacquistò i privilegi perduti, ovvero l' eredità promessa ai fratelli, che ne avessero imitato il modello originale.
Il mondo giace nella potenza del Malvagio spirito di competizione, che sorge dal risentimento che la diseguaglianza produce, quando lo Stato politico militarista, impone più doveri che diritti, inducendo l' idea di un' uguaglianza, che induca all' arrivismo e all' invidia per gli averi altrui.
"Non di solo pane si nutre l' uomo ma di ogni parola ispirata da Dio". Basterebbe differenziare i termini e comprenderne il significato.
Siamo figli d' ignoranza, presuntuosi e ribelli al Cielo. Se ci lasciamo castigare dai demoni dell' Abisso, è perchè siamo stati esiliati ai margini di un patetico compromesso: mors tua, vita mea !
Più egoisti di così si muore...

Sembrerebbe impossibile che in millenni di evoluzione umana nessuno abbia saputo differenziare il senso delle parole espresse nel libro più eloquente del pianeta: a cosa serve costruire imperi politici o religiosi, privi di questa elementare e ovvia comprensione genetica espressa nelle Sacre Scritture?
L' ovvio inosservato stupisce ogni sincero esploratore ma a quanto pare l' ignoranza non ha saputo ancora riconoscere il bene dal male.
E questo è molto più grave della presunzione dell' orgoglio che ne è la causa... i suoi effetti sono disastrosamente patiti da tutti.

 

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